Pensieri sparsi attorno al tema dell'architettura, scritti come “confessioni”‚ da uno dei maggiori protagonisti del XX secolo in questo campo. Una difesa di quest'arte attraverso considerazioni personali, formulate nell'epoca in cui la vita professionale dell'autore raggiunge il suo apice col progetto del grattacielo Pirelli, più volte citato nel testo, come scrive lo stesso Gio Ponti…
Costruita negli anni immediatamente successivi alla chiusura del Concilio Vaticano II, la chiesa di Sant’Eusebio è stata laboratorio di sperimentazioni per la sistemazione rinnovata dei poli liturgici. L’ampio spazio presbiteriale e la luminosità dell’aula hanno consentito – con approssimazioni successive – la progressiva messa a punto di assetti adeguati e convincenti…
La chiesa della stazione sciistica di Pila è l’esito di un concorso di idee promosso, dopo una prima consultazione informale, dal parroco di Gressan, don Rinaldo Venturini, e bandito dalla diocesi di Aosta nell’estate del 1989, durante l’episcopato di mons. Ovidio Lari (1968-1994). La Commissione Diocesana per l’Arte Sacra, giuria del concorso, individua in due dei progetti concorrenti, quelli di Roberto Rosset e Pier Giorgio Trevisan, alcuni elementi di interesse comune, ed assegna l’incarico congiunto ai due professionisti per una nuova rielaborazione condivisa delle idee progettuali segnalate dalla Commissione; il progetto è approvato dalla Commissione stessa il 21 giugno 1990.
La Chiesa di Palmi fin dagli anni Trenta del secolo scorso aveva affrontato l’aggiornamento del proprio patrimonio edilizio, ma l’espansione dell’abitato suggerisce anche un potenziamento della rete parrocchiale nelle aree più periferiche, a nord-est del centro storico (area già dipendente dalla parrocchia del Rosario): il 29 maggio 1994 – per volere dell'allora vescovo di Oppido-Palmi Mons. Domenico Crusco – viene quindi istituita la quinta parrocchia cittadina, intitolata alla Santa Famiglia, dedicazione scelta per ricordare l'Anno internazionale della famiglia voluto da Papa Giovanni Paolo II, affidata al parroco don Pasquale Pentimalli.
La riflessione di Enrico Castiglioni sul significato dell’agire architettonico, sulla costruzione delle chiese e sull’arte cristiana matura durante la seconda Guerra Mondiale e della Ricostruzione, ma perviene a compiuta realizzazione solo negli anni a cavallo del Concilio, con la chiesa di Prospiano. Le masse potenti, lo spazio unitario e la luminosità astratta testimoniano la capacità di Castiglioni di attingere a un linguaggio “originario” (così come definito da Gio Ponti) e al tempo stesso contemporaneo, superando le semplici categorie oppositive di tradizione/innovazione…
La chiesa parrocchiale di Laives presenta un palinsesto di testimonianze architettoniche sostanzialmente millenario, che racconta la storia di un edificio che è “cresciuto” con la sua comunità; anche l’intervento recente della nuova aula prosegue tale logica di crescita integrata. Se il campanile romanico (attribuito al XIII secolo) pare il documento più remoto, gli scavi archeologici recenti hanno individuato due perimetri absidali arcuati, che testimoniano un primo remoto processo di ampliamento, di cui mancano tuttavia riscontri documentari…
La dispersione insediativa, con edifici mono o bifamiliari a bassa densità, ha coinvolto non solo le periferie metropolitane, ma anche molte aree rurali o costiere, dove la costruzione di un centro e di una comunità presenta diverse difficoltà spaziali e logistiche. Nel caso di Quartu Sant’Elena, il processo di aggregazione della nuova comunità è durato circa un trentennio: dal pionieristico recupero del rudere di un fortino settecentesco negli anni Settanta, all’istituzione della parrocchia, alla costruzione delle opere pastorali, per culminare con la dedicazione della nuova chiesa nel 2001…
La chiesa costituisce uno dei nodi principali della Pescara contemporanea e fa parte del waterfront verso la spiaggia urbana. Il quartiere costiero, sorto come addensamento a forti volumi di un’area a villini marittimi liberty ed eclettici, è articolato sull’asse di corso Umberto I, che attraversa il “salotto urbano” di piazza Rinascita, per arrivare all’ampio spazio pubblico rivierasco di piazza Primo Maggio. La nuova “chiesa del mare” chiude plasticamente il lato settentrionale della piazza, mentre il lato meridionale è occupato da un altro edificio pubblico, il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna (aperto nel 2002)…
Il manto di copertura drappeggiato esprime, in modo non didascalico, la tri-unitarietà divina cristiana, che avvolge l’assemblea dei fedeli raccolta nel celebrare. Il segno progettuale costruisce quindi l’identità sia della comunità, sia del quartiere: l’eccezionalità dell’aula liturgica che ridefinisce il paesaggio urbano e lo spazio celebrativo è chiaramente distinta rispetto alla ordinata maglia delle opere parrocchiali, che calare una griglia ordinata in un lotto frastagliato e residuale. La variabilità della luce modella un volume interno plastico e unitario…
Il cuore del complesso parrocchiale è costituito dal cilindro che ospita l’aula liturgica. La pianta ellittica consente di associare la tradizionale disposizione longitudinale dell’assemblea con uno spazio concentrato, fortemente coeso: l’aula “offre al popolo un ambiente in cui esperire la prossimità all’altare, ma allo stesso tempo inequivocabilmente orientato sull’asse centrale” …