Il convegno, approfondisce questioni nelle quali si imbattono ormai ordinariamente gli uffici diocesani per i beni culturali. La straordinaria consistenza del patrimonio ecclesiastico (oltre 3.800.000 beni fino ad oggi inventariati), sottolinea la necessità di aggiornamento costante degli operatori su una materia così delicata e importante.
«Sembra che proprio attraverso la loro “immensità” i due spazi, lo spazio dell'intimità e lo spazio del mondo, diventino consonanti…
Si svolgerà il prossimo 11 settembre il secondo incontro annuale della Consulta Nazionale per i beni culturali ecclesiastici.
Tra gli anni Sessanta e Settanta, la città di Pordenone vive una vivace fase di espansione economica e urbanistica, segnata dall’istituzione della provincia (1968) e dalla successiva erezione a diocesi (1974)…
«È inutile cercare di stabilire un “collegamento” con il mondo celeste. Il tentativo umano di accostarsi a Dio non deve dispiegarsi nello spazio. L'uomo può ritrovare il divino vicinissimo a sé e non altrove, non deve cercarlo a tutti i costi lontano dall'umano …
La trasformazione di aree rurali in periferie suburbane ha un impatto rilevante sulla vita delle comunità cristiane: l’esigenza di ampliamento e di aggiornamento degli spazi liturgici rischia infatti di entrare in conflitto con la conservazione delle memorie storiche della vita religiosa…
Sono chiuse le iscrizioni per il corso di formazione che introduce al progetto CEI-Bib che si terrà dal 29 settembre al 3 ottobre 2014.
Sarà aperto il 15 luglio il sistema WEBCE per l'invio delle richieste di contributo 8×1000 a favore dei beni culturali ecclesiastici per l'anno finanziario 2014.
Si terrà il prossimo 23 settembre a Roma presso l'aula corsi della CEI, la giornata d'introduzione all'uso del software CEI-Ar riservato agli archivi di nuova adesione.
«Nella Trinità di Severini il volto dei tre personaggi assume l'ideale iconografia del volto di Cristo, che è “l'espressione vivente del sacro”, anche perché… l'antropomorfismo nell'iconografia sacra corrisponde a un'esigenza originaria della pittura, che non può rivolgersi solo all'intelletto, ma deve esplicitare tutte le potenzialità della visione rendendo visibile lo splendore e l'espressione dell'invisibile.