Sarà dedicato all'adeguamento liturgico delle chiese il 10° Convegno internazionale liturgico che si svolgerà presso il Monastero di Bose dal 31 maggio al 2 giugno 2012.
Un volume compatto e denso: non solo, anche propositivo. Scritto nel 1967, in epoca immediatamente postconciliare, già risponde a certe semplificazioni nell'interpretazione del legato conciliare stesso, quale può essere la riduzione della riforma liturgica alla disposizione dell'altare “verso il popolo”. La rievocazione storica è volta a superare pregiudizi diffusi in merito all'organizzazione dello spazio di culto in epoca paleocristiana. La disamina dell'evoluzione dei luoghi di culto insiste su due direttrici…
Scompare ogni decorazione, nei progetti di Van der Laan, evidenzia Ferlenga nel saggio introduttivo, ma resta evidente l'aspetto simbolico dei suoi edifici. E questo deriva dalla composizione dei volumi invece che dagli effetti di superficie. Seguendo la lezione di s. Benedetto gli edifici sono intessuti di percorsi precisi e dominati da una geometrica relazione tra i diversi ambienti che costituiscono in tal modo un'armonia generale. La bellezza deriva da questa armonia complessiva che Van der Laan intuisce e cerca di sistematizzare nel concetto di “numero plastico”…
Come scrive il card. Ennio Antonelli nella Presentazione: “Questo volume nasce nel clima di Torino, ma è sensibile a tutto quanto è avvenuto in Italia e nel contesto europeo; parla di architettura e di economia, di politica e di arte, perché l'architettura è parte viva della cultura…”
Il volume descrive l'intenso dialogo avvenuto tra architetti quali Rudolf Schwarz, Dominikus Böhm, Martin Weber, Otto Bartning, Emil Steffann e liturgisti quali Romano Guardini, Aloys Goergen, Johannes van Acken, Heinrich Kahlefeld in Germania. Il periodo preso in considerazione abbraccia la prima metà del '900 ed è trattato nel dettaglio della sua evoluzione storica.
L'altare, considerato sotto i profili liturgico, teologico, architettonico, artistico… nella sua evoluzione storica, nelle sue diverse manifestazioni attuali, come è stato interpretato e presentato dai partecipanti al II Convegno liturgico internazionale svoltosi nel monastero di Bose, dal 31 ottobre al 2 novembre 2003: il volume ne raccoglie gli Atti…
Il volume raccoglie una serie di scritti pubblicati in Francia, nel periodo che va dal 1988 al 2000, come libri dall'editoriale Mame (tali sono i primi due) e come articoli di Chroniques d'Art Sacré, ordinati in successione non cronologica ma logica, per comporre un quadro d'insieme che ben riassume il pensiero dell'Autore.
“La ricerca… per quanto possibile, è interessata a offrire una testimonianza organica delle corrispondenze e delle armonie che si realizzano nella prima età della storia della Chiesa fra le forme dell’architettura e le pratiche della liturgia, decidendo un’inevitabile selezione esemplificativa di luoghi, tipi modelli”: così spiega lo stesso Giovanni Liccardo nella Premessa al volume. Questo tratta dell’archeologia del luogo di culto cristiano: dalle sinagoghe dove si riunivano i primi seguaci di Gesù, alle domus ecclesiae in cui si configurano i diversi ambienti preposti ai riti e alla carità, alle prime basiliche di epoca costantiniana e tardoantica…
La figura di Antoni Gaudí (1852-1926): pensatore, architetto, maestro, e semplicemente essere umano. Che cosa gli dà la forza, il sapere, la convinzione, di concepire un progetto grandioso quale quello della Sagrada Familia? La raccolta di scritti autografi, risalenti all'età giovanile, e delle successive testimonianze e citazioni raccolte dagli allievi, è intesa a permettere al lettore di comprendere qualcosa in più della vasta complessità del suo pensiero. Gli scritti giovanili mettono in luce idee germinali che matureranno poi, da lui vergate non più in parole, ma nelle opere di architettura. Così, quanto raccolto dai suoi collaboratori diviene una traccia che racconta le elaborazioni, le ambizioni, il rigore del grande architetto…
Da quando uscì l’opera di Christian Norberg Schultz sul Genius Loci (in Italia nel ’79), l’indagine e l’attenzione sullo “spirito del luogo” e sulle caratteristiche storiche, morfologiche, culturali, estetiche, affettive del contesto in cui si inseriscono le architetture, si sono radicate – almeno a parole – nella pratica progettuale. Debuyst si propone di indicare una via per definire un genius loci non legato a un sito geografico né a un’epoca storica particolare, bensì all’esserci della chiesa quale ambiente volto ad accogliere la pratica culturale e la vita della comunità cristiana.